eSport: tasse sulle vincite dei gamer professionisti

egamer gioca a videogioco
egamer – Illustration by Olga Filatova from Ouch! Icons8

Giocare a Fornite, Fifa, Nba o ad altri videogiochi competitivi su piattaforme online (come Twitch o YouTube) o in reti offline di eSport non è solo “roba da ragazzi”. Ecco perché si pone il problema di quali tasse applicare sulle vincite dei gamer professionisti.

Per molti eGamer è diventata una fonte di reddito e il giro d’affari a livello mondiale è da capogiro. Nel 2021 i ricavi generati a livello mondiale nel mercato degli eSport, electronic sport, hanno raggiunto quota 1,1 miliardi di dollari con una crescita del 14,5% rispetto al 2020. Secondo il Global esports market report di Newzoo, nel 2024 il giro d’affari potrebbe raggiungere 1,6 miliardi di dollari su scala globale.

Regolamentazione fiscale degli eSport

Nell’era della digital economy il comparto dell’intrattenimento non è solo ludico ma coinvolge anche eGamer professionisti.
Gli eSport sono stati riconosciuti alla stregua di sport tradizionali solo in alcuni Paesi: negli States, in Sudafrica, in Corea del Sud, Cina e Ucraina. In Italia invece gli eGamer non sono ancora riconosciuti dalle federazioni sportive riconosciute dal Coni: sono ancora in corso consultazioni presso il Comitato Olimpico Nazionale per riconoscere un ruolo ufficiale a questa specialità sportiva.
Ne consegue anche un vuoto normativo che alimenta molti dubbi sull’inquadramento fiscale dei redditi derivanti dalle competizioni sportive degli eGamer.

I redditi degli eGamer

I redditi degli eGamer provengono generalmente da queste attività:

  • vincita di premi per la partecipazione a tornei,
  • pagamenti per il video streaming delle gare
  • compensi derivanti da accordi di sponsorizzazione
  • proventi per lo sfruttamento dei diritti d’immagine
  • guadagni derivanti da partnership o affiliazioni con un team di eGamer o streamers

Vincite dei gamer occasionali

Nel caso di una vincita occasionale non occorre aprire la Partita Iva. Se il gamer ha partecipato a un unico torneo nel corso dell’anno deve però dichiarare il reddito percepito nella Dichiarazione dei redditi nella categoria dei redditi diversi (ex. Art. 67 lettera d) TUIR).
• Nel modello 730 il reddito sarà inserito nel quadro D
• Nel modello Redditi P.F. nel quadro RL.

Su questi redditi si applica l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) in base ai vari scaglioni di reddito. L’imposta è calcolata sulla vincita lorda ottenuta: non si considerano infatti i costi sostenuti dal gamer per realizzare la vincita (ex. Art. 69 TUIR), quali la spesa per il computer o altre apparecchiature, connessione internet, quote di partecipazione, ecc…

Scaglioni Irpef 2022
Scaglioni Irpef 2022

Gamer professionista: serve la Partita Iva?

Ci sono dei casi in cui l’attività di eSport si considera svolta in modo abituale:
• quando il gamer fa parte di un team di eGamer o streamer;
• quando il gamer svolge l’attività in modo autonomo.

Nel primo caso l’eGamer può essere assunto direttamente dalla società con un contratto da lavoro dipendente.
Nel secondo caso sarà necessario aprire la Partita Iva, con il vantaggio di poter lavorare contemporaneamente con più team.

eSport: scelta del codice Ateco

L’apertura della Partita Iva può essere fatto in modo autonomo e gratuito. Tuttavia la scelta del Codice Ateco corretto può rivelarsi un passaggio ostico da affrontare senza il supporto di un esperto.

Un gamer professionista può essere inquadrato in modi diversi, a seconda di come svolge la sua attività.

Ecco i principali codici attività da utilizzare per gli eSport:
Codice ATECO Descrizione dell’attività
82.99.99 Per l’attività di eGamer vera e propria (“altri servizi alle imprese”). Attività professionale.
73.11.02 Quando la maggior parte dei guadagni dell’eGamer deriva dai canali social (“Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”). In questo caso si tratta di attività commerciale.
63.12.00 Scelto dai gamer che gestiscono un proprio sito web o che operano tramite portali o piattaforme differenti (“Gestione portali web”). Anche in questo caso si tratta di attività commerciale.
74.90.99 “Altre attività professionali nca” – Attività professionale che prevede l’iscrizione all’INPS gestione Separata.

Nella compilazione del modello AA9/12 per l’apertura della partita Iva si dovrà inserire uno o più di questi codici.

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Regime fiscale per gamer e streamer

  • Il gamer e lo streamer che aprono la Partita Iva possono scegliere tra due regimi. In base al regime ci saranno da pagare delle tasse sulle vincite del gamer.
  • Regime Forfettario: un regime di tassazione agevolato con aliquota al 5% (per i primi 5 anni di attività), poi al 15%. L’imposta è calcolata sulla base di un coefficiente di redditività che considera i costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività in modo forfettario;
  • Regime di contabilità semplificata: la tassazione avviene in base ad aliquote progressive IRPEF. In questo caso tutti i costi inerenti all’attività svolta possono essere dedotti.

Le donazioni sono tassate?

Su alcuni canali di streaming è possibile ricevere delle somme come vere e proprie donazioni dirette. L’amministrazione finanziaria stabilisce che se si tratta di importi di “modico valore”, sono esclusi dal reddito ai fini Irpef.

Tuttavia nel caso in cui il gamer abbia una Partita Iva, la donazione concorre a formare il reddito nell’esercizio in cui è stata incassata e in quelli successivi, non oltre il quarto (IlSole24Ore).

Se però le donazioni non sono collegate all’attività di gamer, youtuber o streamer, ma riguardano la sfera privata del soggetto, allora non c’è alcuna rilevanza fiscale.

Non si devono pagare le tasse e non vanno inserite nella dichiarazione dei redditi.

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