Nuovi limiti al contante, anche per regali tra parenti

Gennaio 23, 2020 7:17 pm

La soglia del contante scende dagli attuali 3.000,00 Euro a 1.000,00 Euro per qualsiasi trasferimento di denaro, anche per regali e prestiti tra parenti.

La Legge di Bilancio 2020 stabilisce nuovi limiti all’uso del denaro contante a decorrere dal 1°luglio 2020 e poi dal 2022..

 

Denaro contante: attuali limiti

Attualmente il limite per l’utilizzo del denaro contante è pari a 3.000,00 Euro. In pratica è possibile pagare con denaro contante fino a 2.999,99 Euro. Mentre dalla soglia di 3.000,00 Euro è possibile pagare unicamente con strumenti tracciabili (carte di credito, carte di debito, assegni bancari e postali e bonifici bancari o postali).

 

Nuovi limiti al contante: da quando?

Dal 1°luglio 2020 il nuovo limite per l’utilizzo del denaro contante sarà pari a 2.000,00 Euro, pertanto sarà possibile effettuare pagamenti con i contanti fino a 1.999,99 Euro.

Dal 1°gennaio 2022 il nuovo limite per l’utilizzo del denaro contante sarà pari a 1.000,00 Euro, pertanto sarà possibile effettuare pagamenti con i contanti fino a 999,99 Euro.

I nuovi limiti sono previsti dall’art. 18 del Decreto Legge (D.L.) n. 124 del 26 ottobre 2019 con modificazioni apportate in sede di conversione.
In pratica l’art. 18 del D.L. 124/2019 va a modificare gli articoli n. 49 e 63 del Decreto Legislativo n. 231 del 21 novembre 2007.

 

Nuovi limiti al contante: sanzioni oltre i limiti

In caso di pagamenti in contante oltre i limiti sono previste sanzioni molto elevate.

Attualmente per l’utilizzo di denaro contante oltre il limite di 3.000,00 Euro è prevista una sanzione da 3.000,00 Euro fino a 50.000,00 Euro.

Dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per l’utilizzo di denaro contante oltre il limite di 2.000,00 Euro è prevista una sanzione da 2.000,00 Euro fino a 50.000,00 Euro.

Dal 1°gennaio 2022 per l’utilizzo di denaro contante oltre il limite di 1.000,00 Euro è prevista una sanzione da 1.000,00 Euro fino a 50.000,00 Euro.

 

Come sono cambiati i limiti all’uso del contante nel tempo?

Il tetto all’uso del contante è cambiato più volte nella storia della Repubblica. Ma senza risultati apprezzabili sul tasso di evasione fiscale.

Negli ultimi trent’anni ci sono stati almeno dieci interventi in questo ambito.

Il 9 maggio 1991 il 7° Governo Andreotti approvò il d.l. 143/1991 con il quale fissava il limite per i pagamenti in contanti a 20 milioni di LIRE.

Successivamente, con l’introduzione dell’Euro, il 26 dicembre 2002 il 2° Governo Berlusconi alzò questa soglia da 10.329,14 Euro a 12.500 Euro.

Il secondo governo Prodi, con il d.lgs. 231/2007 ridusse drasticamente il limite, portandolo a 5.000 Euro. Ma il 4° governo Berlusconi, dopo pochi mesi, cancellò quanto fatto dal suo predecessore e con il d.l. 112/2008 riportò la soglia nuovamente a 12.500 Euro. Lo stesso governo Berlusconi tornò poi sulla precedente decisione: nel 2010, con il d.l. 78/2010, il limite fu portato a 5.000 Euro e nel 2011, con il d.l. 138/2011, la soglia fu ulteriormente abbassata a 2.500 Euro.

Di nuovo nel 2011 intervenne Monti con il suo decreto “salva-Italia” (d.l. 201/2011) che fissò il limite a 1.000 Euro, fino a quando nel 2016 il governo Renzi alzò la soglia a 3.000 Euro. Da ultimo, il d.l 124/2019 ha abbassato di nuovo il tetto all’uso del contante.

 

 

PER APPROFONDIRE:

Il decreto sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (D.Lgs. 231/2007)