Legge di bilancio 2020, incentivi industria 4.0

29 Dicembre, 2019 12:13 pm

La Legge di Bilancio 2020 ha ridefinito alcuni importanti incentivi fiscali per le imprese.

Nello specifico, il “super ammortamento” e l’”iper ammortamento” introdotti nel 2016 con l’obiettivo di favorire le nostre imprese manifatturiere saranno sostituiti da un credito di imposta. Leggi per vedere cosa cambia.

 

 

Incentivi industria 4.0: cosa cambia?

Super ammortamento. Il super ammortamento consiste nella possibilità di maggiorare del 30% il costo per l’acquisto dei beni materiali strumentali nuovi.

Con le modifiche della Legge di Bilancio 2020 il super ammortamento viene sostituito con un credito di importa del 6% (per investimenti fino a 2 milioni di euro).

Iper ammortamento. L’iper ammortamento è un’agevolazione per l’acquisto di beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, utili per la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, secondo il modello “industria 4.0”.

Questo incentivo viene rimpiazzato da un credito di imposta per gli investimenti in beni 4.0, così suddiviso:

  • Beni materiali:
    – 40% del costo di acquisto per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    – 20% del costo di acquisto per investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • Beni immateriali:
    – 15% del costo, fino a un massimo di 700.000 euro. Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing.

 

Come non perdere le agevolazioni

Nel 2020 il “super ammortamento” e l’“iper ammortamento” vengono sostituiti da un credito d’imposta da usare in compensazione per pagare altri tributi o contributi con modello F24.

Questo significa che imprese e professionisti hanno pochissimi giorni per “blindare” il diritto alle due agevolazioni in scadenza (super e iper ammortamento 2019).
Entro il 31 dicembre 2019, infatti, sarà necessario concludere gli investimenti oppure ottenere l’accettazione dell’ordine dal venditore e pagare acconti per almeno il 20% del costo.

In tal caso, l’investimento potrà essere terminato entro il 30 giugno 2020, per i beni superammortizzati, ovvero entro il 31 dicembre 2020, per i beni iperammortizzati.

Per i beni acquistati dal 1 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020 l’unica agevolazione sarà data dal credito d’imposta. Tale credito può essere utilizzato in cinque anni a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, ma per i software il periodo è ridotto a tre anni.

 

Incentivi industria 4.0: per CHI?

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Incentivi industria 4.0: per quali beni?

L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, destinati a strutture produttive situate in Italia.

Gli investimenti devono essere fatti dal 1 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020 ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Sono esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, TUIR;
  • i beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni indicati nella tabella di cui all’allegato 3 alla legge di Stabilità 2016 (ossia: condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti termali e idrotermali; condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile);
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Solo per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali non Industria 4.0, sono ammessi anche gli esercenti arti e professioni.

Sono escluse:

  • le imprese soggette a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, ecc);
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.

Per avere diritto al credito di imposta le imprese devono rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e devono aver provveduto al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Nuovo credito d’imposta per attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design

Per il 2020 cambia il metodo di calcolo del credito d’imposta ricerca e sviluppo (ex art. 3, D.L. n. 145/2013 modificato, tra l’altro, dalla legge di Bilancio 2019): non viene più calcolato sulla spesa incrementale, ma sul valore assoluto della spesa e cambiano le aliquote. L’incentivo viene poi esteso ad attività legate a innovazione e design, oltre che a progetti “green”.

Queste le aliquote:

  • Ricerca e sviluppo: credito pari al 12% delle spese, nel limite massimo di 3 milioni per periodo di imposta;
  • Innovazione tecnologica: credito pari al 6%, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per periodo di imposta. Il bonus sale a 10% per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • Design e ideazione estetica: il credito è pari al 6%, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per il periodo di imposta.

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Sono escluse le imprese:

  • soggette a procedure concorsuali;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2011.

Per avere diritto al credito di imposta le imprese devono rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e devono aver provveduto al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori

Bonus formazione 4.0

Il bonus formazione 4.0 viene confermato per il 2020 con alcune modifiche che ne rendono più semplice l’ottenimento.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione con modello F24, nelle seguenti misure:

  • piccole imprese: nella misura del 50% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • medie imprese: nella misura del 40% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • grandi imprese: nella misura del 30% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Per tutte le imprese, la misura del credito d’imposta è aumentata al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra svantaggiati (definite dal decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali 17 ottobre 2017).

Proroga crediti di imposta investimenti Mezzogiorno, aree Sisma e ZES

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo) e il credito d’imposta Sisma per gli investimenti nei comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.

Prorogata invece fino alla fine del 2022 la scadenza del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali – ZES.

Nuova Sabatini: vantaggi per imprese del Sud

La legge di bilancio 2020 ha prorogato la Nuova Sabatini, la misura a favore delle micro, piccole e medie imprese. La misura prevede l’erogazione di contributi da parte del Ministero dello Sviluppo economico a copertura di parte degli interessi su finanziamenti, sia bancari che in leasing, finalizzati ad investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti “Industria 4.0.

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 540 milioni di euro, di cui:

  • 105 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 97 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024;
  • 47 milioni di euro per l’anno 2025.

Viene inoltre previsto:

  • un contributo maggiorato del 100% per gli investimenti innovativi realizzati nel Mezzogiorno. In particolare, per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti in tecnologie Industria 4.0 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, dal 2020, il contributo ministeriale “ordinario” sarà maggiorato del 100%. Le risorse stanziate per la concessione di tale contributo ammontano a 60 milioni di euro (12 milioni di euro per il 2020, 11 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024 e 4 milioni di euro per l’anno 2025);
  • un contributo pari al 3,575% per  impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, a basso impatto ambientale e per migliorare l’ecosostenibilità di prodotti e processi produttivi.

PER APPROFONDIRE:

Per approfondimenti consultare la Legge di Bilancio 2020 giunta dal Senato alla Camera dei Deputati.